lunedì 11 giugno 2007

roma: architetture scomparse

uno dei luoghi del passato che ancora oggi è radicato nella memoria collettiva dei romani è sicuramente il porto di ripetta, conservato in parte sotto le acque del tevere perchè sostituito dai murazzi costruiti nel 1889 per evitare le frequenti inondazioni provocate dal fiume.


negli ultimi anni, con la costruzione del museo dell'ara pacis e con il concorso per la progettazione della piazza augusto imperatore, molti progettisti hanno pensato di riportare alla luce nei loro progetti questo autentico splendore barocco.


la storia del porto di ripetta inizia quando nel 1704 Clemente XI approvò la proposta per la creazione di un sistema di banchine, scalinate e piazzale superiore che prevedeva la sicurezza e la facilità di approdo di un porto unito alla bellezza ed alla gradevolezza di un monumento. la realizzazione venne affidata all'architetto Alessandro Specchi, che si avvalse della collaborazione di Carlo Fontana e ...di un terremoto, che avendo fatto crollare un'arcata del Colosseo, agevolò la realizzazione dell'impresa, fornendo un materiale pregiato come il travertino. la costruzione era caratterizzata da due ampie cordonate curve che, dalle banchine, salivano al livello stradale (dove si affacciavano l'oratorio di S.Gregorio dei Muratori e l'edificio della Dogana, detta la Doganella) e da un emiciclo nel cui mezzo c'era una fontana a scogliera sormontata da una stella (stemma araldico della famiglia Albani, cui il papa apparteneva), utile soprattutto per abbeverare gli animali da soma che qui arrivavano numerosi per le operazioni di trasporto delle mercanzie, ma alla quale in seguito venne aggiunta una lanterna in ferro battuto in modo da facilitare l'approdo notturno delle barche. ai lati dell'emiciclo furono collocate due colonne sulle quali, successivamente, vennero indicati i vari livelli delle inondazioni dal 1495 al 1750.


L'opera venne inaugurata il 16 agosto 1704.


"era un vero spettacolo: un fronte di banchine orlate di elegantissime rampe e scalinate che per oltre 150 metri da palazzo Borghese fiancheggiava il fiume sino all’altezza del Mausoleo di Augusto, incorniciando il fitto viavai che si snodava lungo la passeggiata di Ripetta, oggi infossata sotto i terrapieni dei Lungotevere" (http://www.architettiroma.it/archivio.aspx?id=3696)

i sondaggi, le ispezioni e le condizioni dell'attuale sito ove si collocava il porto antico sembrano essere totalmente inadatti al ripristino, anche in falso, del porto. infatti un tale progetto significherebbe demolire il ponte cavour, demolire il museo dell'ara pacis, ricostruire completamente il porto perchè rimangono pochissime rovine quasi irriconoscibili sotto il tevere, insomma...stravolgere completamente una parte di città, creando molti più danni di quelli provocati dal progetto dell'architetto americano. il porto di ripetta è affascinante forse anche per la sua breve vita, che ha dato vita ad una serie di ricordi intrisi di un passato difficilmente seppellibile, un gioiello mai dimenticato seppur fortemente contestato anche quando in uso, perchè quasi completamente abbandonato a se stesso. per questo motivo alla fine dell'800 nessuno si fece molti scrupoli nel pensare di demolirlo.

rimane certo una grandiosa opera architettonica e di scenario fluviale nella memoria. e nessuno riuscirà a demolirla.