strutture nascoste
la struttura dell'edificio quando ha cominciato a diventare importante oggetto compositivo assieme all'architettura?
l’ingegneria italiana ha attraversato un momento di ampio successo internazionale negli anni del boom economico e fino alla fine degli anni '60. ora purtroppo è passata ad una categoria di second'ordine, probabilmente per la mancanza di progettisti importanti…
gli anni in cui la struttura era ancora nascosta all'interno dell'architettura sono stati piuttosto lunghi (anni venti fino agli anni quaranta e cinquanta) e, se indagati, riportano alla luce prodezze ingegneristiche di alto valore.
alcuni esempi sono:
alcuni esempi sono:
- la casa dell’automobile di enrico bacchetti (inserita nel tavolo degli orrori alla II mostra del MIAR): nasconde una scala elicoidale di rara purezza e precisione
-l' accademia di educazione fisica di enrico del debbio: l'ampio spazio circolare nasconde una struttura che permette di ottenere grandi luci, essa è costituita da ben otto travi vierendeel in cls che, racchiuse da un’unica trave di bordo permettono alla piastra del solaio di essere poggiata su elementi sottili dando spazio e luce all’atrio.
- il palazzo delle poste di ridolfi: il salone al pubblico presenta una luce di oltre 10 m la cui struttura di protende verso l'esterno dove c'è la sala per i portalettere. il primo piano non poggia direttamente sul pilastro sottostante ma è in falso permettendo così di dare luce all'atrio principale.
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- la casa delle armi di luigi moretti: volte sottili, sperimentazione dell’ing. baroni
- la scuola di matematica di giò ponti: struttura funzionalista delle aule gradonate
- il palazzo della civiltà italiana di guerrini, lapadula e romano: costruzione autarchica tradizionale, commistione di due sistemi costruttivi, quello del cemento armato e quello della struttura muraria all’esterno. la struttura in cemento armato non essendo autarchica ovviamente non emerge, la sua funzione è quella di permettere le grandi luci degli ambienti interni e il sostegno delle volte e degli archi direttamente esposti in facciata.
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il manifesto del MIAR nel 1928 mostra un pilastro in cemento armato come simbolo nella nuova architettura che stava per nascere, tardi rispetto al resto d’europa, in italia. questo diede ancor più motivi agli ingnegneri per sperimentare i loro studi e per dare vita ad opere di straordinaria bellezza.
questa carrellata di esempi ci fa capire in che modo la struttura stava diventando importante, con soluzioni all’avanguardia rispetto al resto d’europa e del mondo, seppur ancora nascosta dietro l’architettura degli edifici.
questa carrellata di esempi ci fa capire in che modo la struttura stava diventando importante, con soluzioni all’avanguardia rispetto al resto d’europa e del mondo, seppur ancora nascosta dietro l’architettura degli edifici.
strutture visionarie
tutti i più grandi esponenti del futurismo italiano nelle loro architetture visionarie dimostrano come il cemento armato sia diventato materiale irrinunciabile per ottenere risultati nuovi e di grande impatto formale.
ricordiamo i disegni di sant’elia, marchi, aloisio, libera, fiorini, terragni.in particolar modo il progetto che giuseppe terragni assieme all'ing. vietti (elaborarono in realtà due versioni, quella più ingneristica era probabilmente opera dell’ingegno di vietti) fece per il concorso del palazzo littorio a roma dimostra quanto fossero ormai divenute interessanti le scelte degli ingegneri progettisti. il palazzo era costituito di un grande muro appeso la cui texture ricalcava, mediante l’uso di inserti in acciaio, le fessurazioni di una trave in calcestruzzo sottoposta a sollecitazione flessionale. creare ed esporre questa mappatura fu possibile solamente grazie alla tecnica della fotoelasticità, scoperta in quel periodo, che elaborava le immagini del comportamento materiale sottoposto alle sollecitazioni.

l’arco monumentale dell’E42 fu una delle molte opere che, subendo numerose modifiche sia di concezione che di progetto, finì per non essere costruita. il primo progetto fu elaborato dagli ingegneri cirella e covre, tutto in
acciaio per una luce di 600 m. l'utilizzo dell'acciaio però non era ben visto perchè, non essendo autarchico, andava contro le ideologie che stavano alla base dell’esposizione, perciò il progetto successivo fu elaborato da nervi e libera per un arco tutto in cemento…senza ferro!! numerosi studi e prove portarono i due a rinunciare all'idea del solo cemento perché era impossibile costruire una struttura di quel calibro senza neanche un po’ di acciaio, perciò elaborarono un cemento debolmente armato per raggiungere una lunghezza pari almeno a 300 m.cirella e covre, gelosi dell’idea dei loro rivali si presentarono con un altro progetto, tutto in alluminio (autarchico), della quale costruirono persino un modello in scala…ma arrivarono alla conclusione che neanche l’alluminio poteva reggere queste grandi luci, ed il progetto si ridusse al solo rivestimento in alluminio di una struttura reticolare interna completamente di acciaio! a mussolini quest'ultima versione piacque molto tanto da deliberarne subito la costruzione…ma poi la guerra prese il sopravvento e l’arco cadde nel dimenticatoio.
i grandi ingegneri italiani
il successo internazionale dell’ingegneria di quegli anni si deve a grandi personalità quali arturo danusso e gustavo colonnetti (allievo del celebre camillo guidi).
arturo danusso, matematico e docente del politecnico di torino fu ispiratore di altri personaggi noti quali pierluigi nervi, sergio musmeci, riccardo morandi. egli ammetteva la difficoltà intrinseca del calcolo delle strutture in cemento armato in quanto materiale complesso, neanche la teoria dell’elasticità poteva essere utile al suo calcolo. l’unico metodo che poteva permettere di ottenere risultati validi era l’uso del tradizionale modello fisico.
il primo passo da fare era intuire a grandi linee quale poteva essere la struttura in grado di funzionare, elaborarne in seguito il modello e modificarne le caratteristiche in base alle risposte che esso forniva.
senza il metodo che danusso insegnava ai suoi allievi, probabilmente non ci sarebbe stato lo stesso nervi che oggi noi tutti conosciamo. le sue autorimesse sono un insieme costruito di piccoli tasselli montati e saldati. una struttura impossibile da calcolare.
il secondo grande personaggio di questo periodo fu gustavo colonnetti, il padre della precompressione, docente anch'esso al politecnico di torino. i suoi allievi furono franco levi, silvano zorzi, riccardo morandi (che imparò tutti e due i metodi). la scoperta delle prime deformazioni plastiche del calcestruzzo furono per colonnetti assolutamente illuminanti. inoltre la teoria elastoplastica forniva ottime basi per il calcolo di queste strutture. divenne presidente del CNR dopo la liberazione dell’italia.
quando morandi elaborò il progetto per il ponte dell’autostrada di genova, utilizzò entrambi i metodi dei suoi maestri.
il successo dell’ingegneria italiana fu suggellato dalla mostra al moma di new york del 1964 in cui la maggiore nazione rappresentata, dopo quella statunitense, era proprio l’italia. furono esposte opere quali il palazzo del lavoro di nervi, il palavela di rigotti, l’autostrada del sole…
l’unico elemento ancora da innovare era sicuramente il cantiere, rimasto ai metodi ottocenteschi. nervi ad esempio costruiva tutte le sue opere con la propria impresa di soli 13 operai (il cantiere di santa maria del fiore fu più sofisticato).
struttur(e)alismi
struttur(e)alismi
italian style…opera degli ingegneri.
finalmente l’opera degli ingegneri inizia ad influenzare l’architettura. libera nel palazzo della regione a trento progetta un edificio la cui struttura è composta di un unico pezzo, tutta gettata in opera, dall’interno dell’edificio non la si coglie mai nella sua interezza ma in occasioni discontinue, scorgendone pezzi improvvisi all’interno degli spazi, quasi a voler sorprendere il visitatore.
nel progetto per la torre velasca di milano i BBPR hanno scelto di progettare una struttura interamente in cemento armato, nonostante gli oltre venticinque piani di edificio. la scelta fu presa per una questione economica, infatti l’acciaio sarebbe costato molto di più.
finalmente l’opera degli ingegneri inizia ad influenzare l’architettura. libera nel palazzo della regione a trento progetta un edificio la cui struttura è composta di un unico pezzo, tutta gettata in opera, dall’interno dell’edificio non la si coglie mai nella sua interezza ma in occasioni discontinue, scorgendone pezzi improvvisi all’interno degli spazi, quasi a voler sorprendere il visitatore.
nel progetto per la torre velasca di milano i BBPR hanno scelto di progettare una struttura interamente in cemento armato, nonostante gli oltre venticinque piani di edificio. la scelta fu presa per una questione economica, infatti l’acciaio sarebbe costato molto di più.
un rifiuto totale sia per l’acciaio che per la standardizzazione dei processi costruttivi di cantiere caratterizzò anche un altro celebre cantiere di quegli anni: il grattacielo pirelli di giò ponti. i piccoli cantieri artigiani hanno ancora la meglio persino per opere di queste dimensioni.
il progetto del pirellone coinvolge anche nervi che riesce a convincere ponti a realizzare il suo grattacielo con una mega struttura…che darà forma all’intero edificio.
quattro punte scatolari più quattro setti che lavorano a gravità, come una diga. i solai raggiungono così una luce di 24 m. il vento è assolutamente innocuo per una struttura così elegantemente aerodinamica (come il cassone dei ponti sospesi…)
nervi in questo progetto però si rassegna all’uso della precompressione, anche se in cantiere dimostra con una prova pratica che non sarebbe stato necessario perché, come diceva il suo maestro, il cemento armato ha riserve di energia che il calcolo non può scoprire.
il progetto del pirellone coinvolge anche nervi che riesce a convincere ponti a realizzare il suo grattacielo con una mega struttura…che darà forma all’intero edificio.
quattro punte scatolari più quattro setti che lavorano a gravità, come una diga. i solai raggiungono così una luce di 24 m. il vento è assolutamente innocuo per una struttura così elegantemente aerodinamica (come il cassone dei ponti sospesi…)
nervi in questo progetto però si rassegna all’uso della precompressione, anche se in cantiere dimostra con una prova pratica che non sarebbe stato necessario perché, come diceva il suo maestro, il cemento armato ha riserve di energia che il calcolo non può scoprire.
il metodo danusso fu ovviamente utilizzato anche in questo progetto, il modello del grattacielo pirelli, costruito durante la progettazione anche con il maestro, occupava un'altezza di tre piani! grazie i due ingegneri scoprirono che i vincoli migliori ai piani bassi erano gli appoggi, ai piani alti gli incastri.
si crea una certa affinità in questi anni tra ingegneri e designer nella creazione dei pezzi unici, irripetibili. carattere singolare, tipico della situazione italiana. dopo il 1964 invece si da' origine al nulla. l’ingegneria italiana di alta qualità scompare.
si crea una certa affinità in questi anni tra ingegneri e designer nella creazione dei pezzi unici, irripetibili. carattere singolare, tipico della situazione italiana. dopo il 1964 invece si da' origine al nulla. l’ingegneria italiana di alta qualità scompare.
da una conferenza di sergio poretti









