domenica 27 maggio 2007

da una conferenza di sergio poretti "architettura strutturale nel modernismo italiano"
strutture nascoste

quando ha cominciato la struttura di un edificio a diventare importante oggetto compositivo dell’architettura?
l’ingegneria italiana ha attraversato un momento di ampio successo negli anni del boom economico e fino all’inizio degli anni ’70. Ora invece è passata nettamente in secondo piano, probabilmente per mancanza di progettisti importanti…ma questo ancora non si può dire con certezza perché ci possono essere molteplici spiegazioni.
Gli anni della struttura nascosta sono stati piuttosto lunghi, e se indagati riportano alla luce prodezze ingegneristiche di alto valore.
Alcuni esempi sono:
- la casa dell’automobile di enrico bacchetti (inserita nel tavolo degli orrori alla II mostra del MIAR): nasconde una scala elicoidale di rara purezza e precisione
- accademia di educazione fisica di enrico del debbio: un ampio spazio comune è sostenuto da bel 8 travi Vierendeel in cls che, racchiuse da un’unica trave di bordo permettono alla piastra del solaio di essere poggiata su elementi sottili dando spazio e luce all’atrio.
Il manifesto del MIAR nel 1928 mostra un pilastro in cemento armato come simbolo nella nuova architettura che stava per nascere, tardi rispetto al resto d’europa, in italia.
- palazzo delle poste di ridolfi in piazza bologna a roma: il salone al pubblico presenta una luce di oltre 10 m e il primo piano poggia interamente su uno sbalzo.
Come
dimostrano questi esempi c’era una grossa ambiguità tra l’architettura muraria di quegli anni e la struttura all’avanguardia.
- casa delle armi di luigi moretti: volte sottili, sperimentazione dell’ing. Baroni
- scuola di matematica di giò ponti: struttura funzionalista delle aule gradonate
- palazzo della civiltà italiana: costruzione autarchica tradizionale, commistione di due sistemi costruttivi, quello del cemento armato e quello della struttura muraria all’esterno. La struttura in cemento armato ovviamente non emerge, perché la sua funzione è quella di permettere le grandi luci degli ambienti interni e il sostegno delle volte e degli archi direttamente esposti in facciata

questa carrellata di esempi per capire in che modo la struttura stava diventando importante, con soluzioni all’avanguardia rispetto al resto d’europa e del mondo, seppur nascosta dietro la l’architettura di questi edifici.


Strutture visionarie
tutti i più grandi esponenti del futurismo nelle loro architetture visionarie dimostrano come il cemento armato sia diventato materiale irrinunciabile per ottenere risultati nuovi e di grande impatto formale. ricordiamo i disegni di sant’elia, marchi, aloisio, libera, fiorini, terragni.
in particolar modo il progetto che terragni assieme a vietti (elaborarono in realtà due versioni, quella più ingneristica era probabilmente opera dell’ingegno di vietti) fece per il concorso del palazzo littorio a roma dimostra quanto fossero ormai divenute interessanti le scelte degli ingegneri progettisti. il palazzo era costituito di un grande muro appeso la cui texture ricalcava, mediante l’uso di inserti in acciaio, le fessurazioni di una trave in calcestruzzo sottoposta a sollecitazione flessionale. creare ed esporre questa mappatura fu possibile solamente grazie alla tecnica della fotoelasticità, scoperta in quel periodo, che elaborava le immagini del comportamento materiale sottoposto alle sollecitazioni.
L’arco monumentale dell’E42 fu una di quelle opere che subì numerose modifiche per poi non riuscire ad essere costruito.
Il primo progetto fu elaborato dagli ingegneri cirella e covre, tutto in acciaio per un arco di 600 m. ma utilizzare l’acciaio non era autarchico e andava contro le ideologie che stavano alla base dell’esposizione, perciò il progetto successivo fu elaborato da nervi e libera per un arco tutto in cemento…senza ferro!! numerosi studi e prove portarono i due a rinunciare al cemento puro perché era impossibile costruire una struttura di quel calibro senza neanche un po’ di acciaio perciò elaborarono un cemento debolmente armato per raggiungere una lunghezza pari almeno a 300 m.
cirella e covre, gelosi dell’idea dei loro rivali si presentarono con un altro progetto, tutto in alluminio (autarchico), della quale costruirono persino un modello in scala…ma arrivarono alla conclusione che neanche l’alluminio poteva reggere queste grandi luci, ed il progetto si ridusse al solo rivestimento in alluminio di una struttura reticolare interna completamente di acciaio! A mussolini piacque molto e ne deliberò la costruzione…ma poi la guerra prese il sopravvento e l’arco cadde nel dimenticatoio.

il successo internazionale dell’ingegneria di quegli anni si deve a grandi personalità quali arturo danusso e gustavo colonnetti (allievo del celebre camillo guidi).
arturo danusso, matematico e docente del politecnico di torino fu ispiratore di altri personaggi noti quali pierluigi nervi, sergio musmeci, riccardo morandi. egli ammetteva la difficoltà intrinseca del calcolo delle strutture in cemento armato in quanto materiale complesso, neanche la teoria dell’elasticità poteva essere utile. l’unico metodo che poteva permettere di ottenere risultati validi era l’uso del tradizionale modello fisico.
il primo passo da fare era intuire a grandi linee quale poteva essere la struttura in grado di funzionare, elaborarne in seguito il modello e modificarne alcune caratteristiche in base alle risposte che esso forniva.
senza il metodo che danusso insegnava ai suoi allievi, probabilmente non ci sarebbe stato lo stesso nervi che oggi noi tutti conosciamo. le sue autorimesse sono un insieme costruito di piccoli tasselli montati e saldati. una struttura impossibile da calcolare.

il secondo grande personaggio di questo periodo fu gustavo colonnetti, il padre della precompressione. I suoi allievi furono franco levi, silvano zorzi, riccardo morandi (che imparò tutti e due i metodi). La scoperta delle prime deformazioni plastiche del calcestruzzo furono per colonnetti assolutamente illuminanti. Inoltre la teoria elastoplastica forniva ottime basi per il calcolo di queste strutture. Divenne presidente del CNR dopo la liberazione dell’italia.
Morandi: ponte dell’autostrada di Genova, per progettarlo utilizzò entrambi i metodi dei suoi due maestri.
Il successo dell’ingegneria italiana fu suggellato dalla mostra al moma di new york del 1964 in cui la maggiore nazione rappresentata, dopo quella statunitense, era proprio l’italia. Vi esposero opere quali il palazzo del lavoro di nervu, il palavela di rigotti, l’autostrada del sole…
L’unico elemento ancora da innovare era sicuramente il cantiere, rimasto ai metodi ottocenteschi. Nervi costruiva tutte le sue opere con la propria impresa di soli 13 operai (il cantiere di santa maria del fiore fu più sofisticato).

struttur(e)alismi
italian style…opera degli ingegneri.
finalmente l’opera degli ingegneri inizia ad influenzare l’architettura. Libera nel palazzo della regione a trento progetta un edificio la cui struttura è composta di un unico pezzo, tutta gettata in opera ma all’interno dell’edificio non la si coglie mai nella sua interezza ma in occasioni discontinue perché scorgendone dei pezzi improvvisi all’interno degli spazi, quasi a voler sorprendere il visitatore.
Nel progetto per la torre velasca di milano i BBPR hanno scelto di progettare una struttura interamente in cemento armato, nonostante gli oltre venti piani di edificio. Questo per una questione di costi, infatti l’acciaio sarebbe costato molto di più. Questo accadde anche per il progetto del pirellone: un rifiuto totale sia per l’acciaio che per la standardizzazione ed i processi costruttivi di cantiere. I piccoli cantieri artigianali hanno ancora la meglio persino per opere di queste dimensioni.
Il progetto del palazzo pirelli coinvolge anche nervi che convince ponti a realizzare il suo grattacielo con una mega struttura…che dà forma all’intero edificio.
Quattro punte scatolari più quattro setti che lavorano a gravità, come una diga. I solai hanno una luce di 24 m. il vento è assolutamente innocuo per questo tipo di struttura, aerodinamica (come il cassone dei ponti sospesi…)
Nervi in questo progetto però si rassegna all’uso della precompressione, anche se in cantiere dimostra che non sarebbe stato necessario perché come diceva il suo maestro “il cemento armato ha riserve di energia che il calcolo non può scoprire”
Con danusso elaborano un modello alto tre piani scoprendo che i vincoli migliori ai piano bassi erano gli appoggi, ai piani alti gli incastri.

Si crea una certa affinità tra ingegneri e designer nella creazione dei pezzi unici, irripetibili. Carattere singolare, tipico della situazione italiana. Dopo il 1964 il nulla. l’ingegneria italiana di alta qualità scompare.

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