sono venuta a conoscenza di un nuovo modo di fare architettura. ormai comincio a pensare che questa parola conservi dentro di sè i più svariati significati, accomunati dall'obiettivo di generare spazi in grado di far sentire l'uomo protetto dal mondo. l'etimologia della parola ci rivela la vastità di discipline che la completano ed ogni volta che la leggo scopro un pezzetto nuovo.
Vitruvio diede alla parola architettura uno dei significati più ampi che si siano mai letti "scienza che è adornata di molte cognizioni, e colla quale si regolano tutti i lavori, che si fanno in ogni arte".
il nuovo modo di fare architettura lo hanno inventato un gruppo di architetti romani che si chiamano STALKER, dall'omonimo film del regista russo Tarkovskij, tratto a sua volta da un racconto dei fratelli Strugackij, che narra di un lento e profondo viaggio catartico compiuto all'interno della "Zona", dove le tre diverse concezioni della vita dei protagonisti si scontrano e si mettono in discussione.
Stalker è un gruppo di architetti romani nato nel 1995, sulla home page del sito internet si fa immediatamente riferimento al film "La Zona è forse un sistema molto complesso di insidie... non so cosa succede qui in assenza dell'uomo, ma non appena arriva qualcuno tutto comincia a muoversi... la zona in ogni momento è proprio come l'abbiamo creata noi, come il nostro stato d'animo... ma quello che succede, non dipende dalla zona, dipende da noi." (Stalker di A. Tarkovskij, 1979)". si occupano di architettura in un senso molto ampio, contaminandola positivamente di sociologia, psicologia e... solidarietà.
a livello urbanistico i vuoti urbani della città, intesi come quelle zone in cui non c'è la regola e manca il controllo, vengono letti come un mare che si ramifica all'interno della città dentro la quale ci si può continuamente perdere senza mai incontrare la città costruita. andare alla deriva e perdersi in questi luoghi permette di studiarli e di tracciare quella che viene definita la mappa psicologica della città. i surrealisti furono i primi ad ammettere l'esistenza di una parte inconscia della città, ed è proprio da questa posizione che gli Stalker partono e si perdono nel mare urbano.
da tutto ciò escono progetti di grande valore sociale e di trasformazione urbana, senza che questa intacchi radicalmente l'anima dei luoghi. gli interventi sul corviale e su campo boario, a roma, sono esempi che difficilmente possono lasciare insoddisfatti.
si può fare architettura senza "costruire", materialmente parlando, nulla? l'arte del costruire intesa da vitruvio, può essere anche estesa al senso immateriale del termine?
guardando il lavoro di questi architetti una risposta negativa a mio avviso appare ipocrita.
1 commento:
perplessa...
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